Ansia, Psicologia, Psicologia Clinica, Psicoterapia, Servizi

CONOSCERE L’ANSIA PER RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA

F. è una signora di 51 anni, sposata con due figli adolescenti. Sia lei che il marito lavorano dovendo fare i turni mattina, pomeriggio, notte; aggiungendo la solita routine quotidiana e gli impegni dei ragazzi, la vita di F. è piena e movimentata. Il problema però è un altro: quando aveva circa 18 anni F. ha avuto un attacco di panico. Allora non aveva capito fino in fondo cosa le fosse successo e non aveva trovato nessuno con cui parlare della sua esperienza e del suo vissuto emotivo. Con il tempo però gli episodi di panico si sono fatti sempre più frequenti e F. decide di intraprendere una terapia farmacologica. 

Lentamente il problema va scemando e gli attacchi di ansia si fanno sempre più rari. F. però non riesce più a separarsi dai sui farmaci di cui continua a fare uso indiscriminato. Decide quindi di rivolgersi ad uno specialista perché, dice F.  “ non voglio più essere schiava delle gocce “. Inizia così il percorso di sostegno psicologico, durante il quale F. riesce a comprendere il motivo di quell’attacco di panico avuto in gioventù e trova dei modi a lei congeniali per far fronte agli attacchi di panico che, raramente, le capitano ancora oggi. Nel frattempo, acquistando maggiore consapevolezza comincia a utilizzare il farmaco in modo più corretto, e in pochi mesi, diminuisce le dosi fino ad arrivare alla scomparsa completa degli attacchi di panico e alla sospensione definitiva della gocce ansiolitiche.

Quella di F. è una storia come tante. Oggi purtroppo, l’ansia e soprattutto gli attacchi di panico, colpiscono un numero sempre maggiore di persone, in genere le più colpite sono le donne. Oltre agli attacchi di panico, l’ansia si manifesta anche con altri sintomi meno espliciti e quindi più difficili da cogliere: insonnia, timore per le proprie prestazioni scolastiche/lavorative, disturbi gastrici, dolori articolari, cefalee, difficoltà nell’organizzazione degli impegni quotidiani, timori e fatica eccessivi del proprio ruolo genitoriale, che vanno a minare il rapporto genitori-figli, fino ad arrivare alle fobie specifiche come le fobie sociali, quella dei luoghi chiusi,…l’elenco potrebbe continuare. 

Come sopravvivere ? Come riuscire a far fronte a tutti gli impegni quotidiani in un’epoca in cui ognuno di noi è sempre più “ vittima “ di pressioni sociali sempre più restringenti ?

Innanzitutto occorre chiarire una cosa. L’ansia è una reazione naturale. Quando ci sentiamo messi alla prova è normale che il nostro corpo metta in atto quelle reazioni che hanno lo scopo di “ difenderci da un attacco esterno “. E’ sempre stato così, fin dalla notte dei tempi, l’unica differenza è che per i nostri antenati l’ansia era scatenata dalla belva feroce che avrebbe potuto entrare nella nostra grotta, mentre oggi il fattore scatenante potrebbe essere il saggio di fine anno scolastico o una relazione che dobbiamo presentare a lavoro. 

Quello che fa la differenza è come ognuno di noi reagisce all’ansia. Purtroppo la maggior parte delle persone in tali occasioni, mette in atto comportamenti di evitamento, cercando quindi di non entrare in contatto con la situazione che fa scaturire in lui/lei tutti quei sintomi spiacevoli ( palpitazioni, sudorazione, respiro affannoso,…) Così facendo però si va a rinforzare la nostra credenza, ovvero “ quella situazione mi faceva venire l’ansia, l’ho evitata e sono stato bene, quindi quella cosa è pericolosa ! “ In questo modo però si instaura un circolo vizioso dal quale è sempre più difficile uscire. 

L’ideale sarebbe, non evitare le situazioni ansiogene ( altrimenti il rischio è quello di evitare un numero sempre di ampio di circostanze e contesti ) ma riuscire a comprendere che i sintomi dell’ansia non possono farci nulla di male e che siamo noi stessi a dover decidere della nostra vita, senza lasciare che siano le nostre ansie e paure a decidere per noi.

Per concludere: durante uno degli ultimi colloqui F. disse: “ Sono cambiata io e di conseguenza è cambiata la mia vita “.

 

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